di Maurizio Felettig & C. s.a.s.

Studio Fisiochinesiterapico

Sport e patologie della colonna vertebrale

 

Care amiche e amici con questo articolo desidero approfondire un argomento importante e cioè: le patologie più frequenti che possono colpire l'atleta a seconda della attività sportiva svolta.

Le algie vertebrali ormai sono "pane quotidiano" per qualsiasi istruttore che si veda presentare dinanzi un"soggetto sportivo", praticante una determinata disciplina, sia a livello amatoriale che a livello agonistico.

algie vertebrali

Qualsiasi gesto atletico, nella maggior parte delle discipline sportive, scarica sulle strutture del rachide diversi tipi di sollecitazioni come:

-   forze in compressione (prevalentemente scaricare nella sezione anteriore della colonna vertebrale, cioè sui corpi vertebrali e sui dischi intervertebrali),

-   forze in torsione (assorbite sia dalla sezione anteriore che da quella posteriore delle vertebre),

-   forze in tensione e taglio (agenti sopratutto sulla parte posteriore delle vertebre).

In breve vediamo più da vicino questi gesti atletici imputabili di tali sovraccarico, quindi di future e potenziali patologie che potranno interessare i corpi vertebrali e/o i dischi intervertebrali.

  

ATLETICA LEGGERA

atletica fondo

1. Corsa (FONDO), il continuo impatto dei piedi col suolo, spesso ad alta inetnsità, causa col tempo pressioni discali e relative sciatiche.

atletica ostacoli

2. CORSA AD AOSTACOLI, oltre all'alto impatto articolare nella fase di atteraggio che coinvolge le articolazioni tibio-tarsica e quella lombare con forti compressioni discali, c'è da tenere presente anche lo stress notevole a carico dei muscoli ileopsoas durante ripetute flessioni e rotazioni dell'anca. Da ciò potrebbe nascere lombosciatalgia (vedi articolo) da iperlordosi (vedi articolo).

  

BODY BUILDING

atletica body building

Tale attività mira esclusivamente allo sviluppo eccessivo della forza e della massa muscolare determinando una limitazione dell'elasticità muscolare, una riduzione della rima articolare ed un aumento della pressione interarticolare con problemi spesso irreversibili. E' opportuno quindi, durante l'allenamento, non solo assumere la postura più corretta e confortevole per le articolazioni ma anche compensare il sovraccarico con un lavoro posturale in allungamento (stretching per scarico, rilassamento e decompressione).

  

CALCIO

atletica calcio

La maggior parte delle lesioni che coinvolge la colonna vertebrale nel calcio riguarda prevalentemente i tratti lombare e cervicale a causa delle frequenti torsioni, flessioni ed estensioni del tronco, oltre agli aspetti intrinseci al gioco che sono la corsa, i cambi di direzione, i salti, gli atteraggi che sottopongono a notevole sovraccarico e stress tutte le articolazioni della parte inferiore del corpo oltre al rachide. Per quanto riguarda il tratto cervicale, ad esempio, è stata riscontrata una frequente sindrome artrosica cervicale con cervicobrachialgia (vedi articolo) e limitazioni funzionali, dovute ai microtraumi generati da: i colpi di testa, traumi diretti, impatti violenti. Forza, flessibilità e allenamento alla stabilizzazione sono, pertanto, imperativi per proteggere il rachide da tali lesioni.

 

CICLISMO  

atletica ciclismo

In questa disciplina il rachide è sottoposto a sollecitazioni molto energiche sia in senso statico che dinamico e sia per entità che per durata. Le sollecitazioni statiche riguardano la posizione dell'atleta sulla bicicletta mantenute per un tempo prolungato, tale postura protratta a lungo, induce ad una alterazione delle curve fisiologiche (accentuazione della cifosi dorsale e della lordosi cervicale) e dell'inversione della lordosi lombare. In questi casi si possono manifestare fenomeni di:

-   lombalgia osteoarticolare causata da solleciatazioni statiche eccessive imposte dalla posizione,

-   l'iperpressione costante dovuta alla posizione assunta che sposta il disco intervertebrale all'indietro sottoponendolo ad una compressione circa quattro volte maggiore rispetto alla norma,

-   atteggiamento in iperlordosi o in ipercifosi a seconda che la sella sia troppo alta o troppo bassa,

-   l'effetto del freddo e dell'umidità dell'ambiente.

Per permettere all'atleta di guardare avanti, il tratto cervicale è costatntemente sottoposto a contratture dei muscoli estensori del collo; è pertanto indispensabile consigliare all'atleta di alzarsi frequentemente dalla sella per permettere un maggior rilassamento dei muscoli interessati, non solo, questo consiglio molto utile, permetterà anche alla colonna vertebrale di ripristinare le sue curve fisiologiche.

Una particolare attenzione anche alle articolazioni sottoindicate che vengono sollecitate in modo intenso, e sono:

-   del ginocchio che ha il compito di dare la spinta alla pedalata,

-   delle facette articolari intervertebrali dello stesso lato, che scaricano tutto lo sforzo sul tratto lombosacrale.

 

PALLACANESTRO E PALLAVOLO

atletica pallacanestro   atletica pallavolo

Gli infortuni più frequenti sono essenzialmente rilevati agli arti inferiori ma non mancano quelli relativi alla colonna vertebrale, sopratutto al tratto lombo-sacrale, nella spalla, gomito e mano. Le cause principlai, solitamente, sono i salti, quindi le fasi di atteraggio che comportano notevoli compressioni dei dischi e dei corpi vertebrali, nonchè "altro impatto" articolare su ginocchia e caviglie, oltre che le frequenti e improvvise torsioni per intercettare la palla. Una causa "fisica" molto frequente di tali infortuni è la frequente scarsa tonicità e potenza dei muscoli degli arti inferiori, oltre che alla scarsa elesticità; quindi non sono in grado di "assorbire" i carichi che vengono inevitabilmente spostati sulle articolazioni suddette. Frequente è lo stiramento lombosacrale dei legamenti e lo stiramento della muscolatura paravertebrale e pelvica la cui causa, solitamente, è quella di un movimento rotatorio improvviso e rapido. Le continue sollecitazioni nei salti e le torsioni ripetute possono provocare inoltre la lacerazione dell'anello fibroso e le conseguenti degenerazioni dei dischi intervertebrali portando a inevitabili; ernie del disco intervertebrale.

 

TENNIS

atletica tennis

Anche in questo sport, in cui sono frequenti le torsioni della colonna vertebrale, si riscontrano in modo molto frequente patologie come la lombalgia (vedi articolo) e la lombosciatalgia (vedi articolo). Gli atleti maggiormente colpiti, solitamente, hanno le seguenti caratteristiche:

  1. principianti,
  2. longilinei,
  3. atteggiamento in iperlordosi L/S,
  4. che si "inarcano molto" all'indietro nella fase di servizio, specie quando devono servire la "seconda palla",
  5. altro.

Inoltre, gli spostamenti continui e rapidi, gli arresti bruschi e le continue torsioni del tronco, provocano una elevata e spesso assimetrica pressione sui dischi intervertebrali. Per questi motivi, il tennista in modo particolare, ha la necessità di potenziare tutti i muscoli coinvolti alla stabilità della colonna vertebrale, in particolare i muscoli del tratto lombo-sacrale.

 

RUGBY

rugby

Il rugby è uno sport completo ed impegnativo sul piano fisico e sostanzialmente caratterizzato da scontri. In questo sport, dove tutte le articolazioni e tutti i muscoli vengono fortemente sollecitati, la colonna vertebrale e i muscoli paravertebrali non sono esonarati dai traumi, anzi. Uno studio condotto in Francia, ha evidenziato che le lesioni della colonna vertebrale rappresenta l'8,5 dei casi totali di infortunio. A secondo del ruolo che l'atleta ricopre in squadra, la colonna vertebrale potrà andare incontro a: conpressione, trazione, rotazione. Questi meccanismi anomali e a volte lesivi, a lungo andare, possono dare origini a lesioni a volte anche molto gravi, che le possiamo distinguere da semplici ematomi a fratture con frequenti lesioni neurologiche e lesioni croniche di tipo artrosico. Questi studi ci permettono di capire meglio perchè il 26% dei giocatori in attività soffrono di lombalgie ed il motivo per cui il 53% delle lombalgie vengono osservate nei giocatori schierati più avanti.

 

EQUITAZIONE

salto ostacoli   caduta da cavallo b

La colonna vertebrale in questo sport è fortemente sollecitata. Calvalcare fra boschi e campagne, in mezzo al verde ci permette di trarre dei vantaggi psico-fisici non indifferenti non solo per il fantino ma per il cavallo stesso. L'equitazione perciò è uno sport a tutti gli effetti che, se praticato con impegno e continuità e sopratutto con una buona preparazione, può dare dei benefici per la salute, ne indichiamo alcuni:

-   potenziamento muscolare,

-   aiuta l'apparato cardiovascolare,

-   aiuta gli organi dell'equilibrio, percezione del corpo nello spazio,

-   stimola l'attenzione e la concentrazione,

-   buona chance per dimagrire.

Ma, come in tutti gli sport, ci sono anche delle controindicazioni, tipo:

-   patologie alla colonna vertebrale tipo scoliosi gravi, ipercifosi dorsale, iperlordosi lombare, spondilolisi o spondilolistesi (vedi articolo), ernie espulse con lombosciatalgia (vedi articolo), 

-   alcune cardiopatia gravi e/o croniche,

-   particolare attenzione in donne in "stato di gravidanza".

I traumi più severi, in questo sport o disciplina, sono i taraumi che riguardano la colonna vertebrale. Infatti in seguito ad una caduta, si può compromettere la sensibilità dei neuroni del midollo spinale, che corre all'interno della colonna vertebrale. Il trauma cranico è un'altro incidente frequente ed imprevedibile che può avere conseguenze, il più delle volte, anche molto serie. Da non trascurare il classico "colpo di frusta" detto anche trauma da "estensione e flessione" del rachide C, che costituisce un evento frequente fra i cavalieri. E' molto simile a quello tipico da tamponamento in automobile, dovuto ad un contracolpo per un arresto improvviso del cavallo o a un cambiamento brusco dell'andatura. 

 

Alcuni esercizi utili per la colonna vertebrale.

Tratto Cervicale:

esercizi cervicale   pompage a

Tratto Lombosacrale:

esercizi lombalgia i   esercizi lombosciatalgia c

 

NUOTO

 nuoto e rachide

Il nuoto è da sempre considerato, se praticato con molta attenzione, lo sport "preventivo" e "curativo" per eccellenza nei casi di patologie alla colonna vertebrale in quanto consiste in movimenti sui quali non agisce alcuna forza di gravità, se non quella di rimanere a galla e il spostare l'acqua, permettendo alla colonna un riposo attivo e dinamico nello stesso tempo. Il nuoto, inoltre, richiede scioltezza, elasticità e contrazioni non violente.

 

Grazie di avermi letto a Vostra disposizione per consigli o chiarimenti.