di Maurizio Felettig & C. s.a.s.

Studio Fisiochinesiterapico

Prevenzione agli infortuni sportivi

Care amiche e amici credo che nessuno di noi possa dire che lo sport non faccia bene. Ma lo sport fa bene se è praticato in modo adeguato. Ogni tipo di attività sportiva ha le sue "regole", regole che vanno sempre rispettate al fine di prevenire, per quanto sia possibile, a fastidiosi infortuni con conseguenti "stop" dall'attività sportiva.

Si dice che il nostro Paese sia uno dei paesi più all'avanguardia per la tutela delle attività sportive in quanto fin dagli inizi degli anni 80 l'obbligo di tutti gli sportivi, agonisti o dilettanti, di sottoporsi a specifici accertamenti medici-sportivi prima di intraprendere una qualsiasi attività abbia ridotto drammaticamente l'incidenza di eventi fatali durante la pratica sportiva specie di tipo cardiovascolare, causa di morti improvvise.

Faccio una premessa. Ho assistito a viste medico-sportive di atleti che praticano sport agonistici della durata di 7 (sette) minuti compreso elettrocardiogramma da sforzo. Un'altra osservazione quante palestre sono attrezzate al soccorso immediato, quanti addetti ai "lavori" sono in grado di praticare "un primo soccorso" all'atleta???

Il contrasto al fenomeno del "doping" è un altro importante passo nella prevenzione dei danni da sport, in quanto l'atleta che si "doppa" "usa" in modo smisurata la sua forza fisica-mentale al punto da provocarsi delle lesioni importanti, non solo, a volte molto serie e invalidanti, se non "fatali".

E' risaputo che praticare uno sport comporta comunque il richio di eventi traumatici, a volte questi eventi possono essere invalidanti, anche seri. Per ridurre questi eventi, per quanto sia possibile, un ruolo molto importante lo hanno le persone che ruotano attorno allo sportivo, le cui decisioni prese assieme, sono molto importanti; e non mi riferisco solo al staff tecnico sportivo della società, ma parto dalla fonte principale la più importante: I GENITORI!!! Cari genitori seguite sempre i Vostri ragazzi, almeno fino alla loro maggior età, non meravigliatevi poi...!

Una società sportiva è fondamentale che possa disporre del:

-   fisioterapista,

-   preparatore atletico,

-   1° allenatore,

-   2° allenatore,

-   medico di fiducia, meglio se fisiatra-ortopedico.

Funzioni del fisioterapista, valutazioni:

-   conoscere l'età dell'atleta, data di nascita,

-   conoscere le caratteristiche antropometriche, altezza, peso, altro,

-   essere in grado di valutare e di poter consultare professionalmente ogni singolo atleta,

-   valutatare le funzionalità articolari dell'atleta,

-   vaòlutare l'appoggio e l'assetto in posizione ortostatica (eventuale presenza di plantari),

-   una attenta valutazione chinesiologica e posturologica dell'atleta,

-   valutare eventuali tensioni muscolari dell'atleta,

-   valutare la composizione corporea dell'atleta,

-   valutare la flessibilità e mobilità articolare dell'atleta,

-   valutare la presenza di atteggiamenti cifotici o lordotici, tipici in atleti alti,

-   valutare la presenza di atteggiamenti scoliotici,

-   valutare la presenza di tensione dei mm lombari e/o ischio crurali (difficoltà nella flessione del busto),

-   valutare se i mm addominali sono ipotonici,

-   valutare eventuali posizione scorrette delle: spalle, angoli delle taglie, ginocchia valghe o vaghe, piedi valghi o vaghi, piedi piatti o cavi, altro,

-   informarsi se sofferente di eventuali infortuni passati,

-   stretta collaborazione con gli allenatori, il preparatore atletico e il medico specialista.

Funzioni del preparatore atletico:

-   conoscere l'età dell'atleta, data di nascita,

-   conoscere le caratteristiche antropometriche generali, altezza, peso, altro,

-   conoscere le circonferenze specifiche: arto superiore, inferiore, es: coscia alta - media - bassa - polpaccio,

-   conoscere le eventuali abitudini di allenamento,

-   conoscere il vissuto atletico del giocatore.

Inoltre il preparatore atletico dovrà possedere nel proprio bagaglio tecnico conoscenze relative a:

-   la preparazione specifica all'attività sportiva,

-   poter eseguire gli esercizi correttamente e valutare eventuali sollecitazioni a tutela dell'atleta nello svolgimento dell'attività,

-   una stretta collaborazione con il fisioterapista e gli allenatori.

INTRODUZIONE

L'attività fisica, se praticata in modo regolare, è uno dei principali fattori protettivi per le malattie cardiovascolari e degenerative, non solo, le attività svolte nel collettivo sono di grande aiuto alla relazione sociale, allo sviluppo psico-mentale, all'orientamento, alla sicurezza, al confronto, all'ottenimento di risultati in competizione a tutti i livelli. Perciò, anche per questi motivi la pratica di una attività fisica viene consigliata sin dall'età infantile al fine che possa essere considerata come sana abitudine di vita.

Le tipologie di sport tra cui scegliere oggi sono moltissime pur restando, nel nostro Paese, le più popolari "il calcio e il ciclismo". Cinquanta anni fà bastava un pallone e un campo per giocare e fare movimento. Oggi, specie nelle città, le esigenze sono diverse per tanto le strutture sportive sono in crescita sempre più rapida. Anche nel mondo dello sportivo le cose sono molto cambiate. Oggi sempre di più ci sono persone che anche dopo i 40 anni proseguono la loro attività sportiva, anche agonistica; e forse ancor più numerose sono le persone che iniziano a fare sport dopo questa età, magari, a livello amatoriale. Considerati tutti questi fattori, in primo piano il gran numero di perosne che praticano sport, sono di conseguenza aumentati anche i rischi e i casi di lesioni fisiche. Per questo motivo insisto, cari genitori, nel consigliare che lo "sport" dev'essere praticato con la dovuta attenzione dall'individuo e al contesto specie se praticato dai "nostri bambini o ragazzi".

STATISTICHE SUGLI INFORTUNI

I dati disponibili parlano di un'incidenza annuale di 315 casi ogni 100.000 atleti; di questi circa il 12% è causa di invalidità permanente. L'incidenza maggiore si riscontra in soggetti di età inferiore ai 25 anni; però se parliamo di ciclismo, calcio o jogging è significativa l'incidenza di infortuni anche in età superiore. Sicuramente sono in significante aumento i traumi cranici, specie negli sport di contatto o ad alto rischio (motociclismo, ciclismo, arrampicate, sci, rocciatori, motocross, salti acrobatici, altro).

FATTORI DI RISCHIO

E' inevitabile, l'infortunio può comportare un rischio in qualsiasi attività sportiva, a qualsiasi livello, quindi l'unica cosa che possiamo fare è ridurre al massimo il rischio che ciò avvenga intervenendo su diversi fattori, uno di questi è la prevenzione.

Elenchiamo alcuni fattori a rischio:

-   sport non addatto alle caratteristiche fisiche dell'atleta. E' importante, specie nella fase di avviamento alla attività sportiva, che i genitori assieme all'allenatore e al preparatore atletico, siano in grado di comprendere la disposizione del giovane atleta verso lo specifico sport, valutando attentamente le caratteristiche e la costituzione del bambino; questo per evitare inutili traumi. Per esempio, incoraggiare un ragazzio di statura piccola verso uno sport come la pallacanestro, in competizione con ragazzi della sua età di statura maggiore, potrebbe comportare a non amare più quel tipo di sport; stessa cosa per un ragazzo in forte sovrappeso (caratteristica oggi sempre più maggiore), indicare uno sport come la corsa o meglio ancora i 100 o i 200 mt. Stessa cosa vale anche per l'adulto, lo sport và si praticato, ma prima andranno valutate bene le caratteristiche tecniche e fisiche dello sportivo,

-   caratteristiche tecniche dell'atleta. E' importante, e ne abbiamo già parlato sopra, che specie negli sport di squadra, l'allenatore e il preparatore atletico non mettano a confronto atleti, che se pur della stessa età, hanno caratteristiche fisiche molto differenti. Ad esempio nella fascia di età dello sviluppo raggruppare per anno di nascita non sempre va bene, non è sempre la scelta migliore, anche se poi alla fine si fa sempre. Il contrario tra soggetti senza divari di costituzione fisica eccessiva permette di evitare situazione di sovraccarico per i meno avvantaggiati,

-   preparazione fisica. Una preparazione fisica ben strutturata e addatta allo sport praticato, risponde meglio alle sollecitazioni atletiche e recupera più facilmente dopo lo sforzo. Al contrario, quando la struttura articolare, muscolare e il sistema cardiorespiratorio non sono pronti a sostenere incrementi anche intensi di carico, sono più soggetti a lesioni traumatioche a volte anche serie,

-   mai trascurare il riscaldamento e il defaticamento. A prescindere dalle condizioni fisiche dell'atleta è fondamentale preparare il corpo all'attività sportiva con un incremento graduale e complessivo dell'impegno, muscolare e cardiovascolare che costituisce il "riscaldamento". In questo modo il corpo riesce a sostenere meglio i carichi di lavoro specie se intensi. Ma è molto importante anche il graduale ritorno alle situazioni normali e di riposo attraverso un progressivo rallentamento dell'attività con il recupero di un tono muscolare più rilassato; è un utile strumento di prevenzione da danni da sport,

-   attività di lavoro eccessivo. Il carico di lavoro va adeguato gradualmente a secondo delle caratteristiche fisiche e alle capacità prestative dell'atleta. Questa affermazione, apparentemente banale, presuppone però una solida base di conoscenze tecniche che serve a poter giudicare l'atleta nello specifico momento. Grande ruolo hanno il preparatore atletico e l'allenatore con il compito di scegliere gli esercizi e gli allenamenti più adeguati. Un allenamento non adeguato con gesti atletici scorretti sono potenziali fonti di infortunio nella pratica di qualsiasi tipo di sport,

-   gesto tecnico non corretto. L'apprendimento del gesto tecnico corretto è in alcuni sport addirittura più fondamentale della preparazione fisica (es.: Golf o Nuoto). Un gesto pulito e ben padroneggiato consente la massima espressione delle capacità atletiche e quindi il raggiungimento dei migliori risultati di ogni attività sportiva. Nella sua essenza il gesto tecnico è l'espressione della massima efficenza biomeccanica di un particolare movimento e della massima efficacia di esecuzione di un gesto sportivo. Qui sta l'importanza preventiva dell'eseguire correttamente e con una elevata riproducibilità i movimenti dello sport. Un gesto scorretto può anche essere fonte di traumatismi quando comporta una trasmissione non efficente delle forze in gioco alle componenti muscolo-scheletriche,

-   abbigliamento non adeguato. L'attrezzatura è la migliore protezione passiva per l'atleta, specie se si tratta di attrezzatura di sicurezza. Per essere efficaci, questi abbigliamenti, devono essere rispondenti alle caratteristiche tecniche dell'atleta e dello specifico sport. L'uso regolare delle attrezzature sportive adeguate, specie quelle di sicurezza negli sport più a rischio, hanno ridotto del 15% l'incidenza di infortuni. Anche se è tradizione fornire agli atleti, oltre alle divise, borse e abbigliamento con il logo della scuadra e degli sponsor, è forse una scelta più saggia, quella di fornire loro dotazioni essenziali di qualità. Risparmiare su sciarpe, cappellini e giacche a vento e investire in scarpe, ginocchiere, elastici e altro, garantisce un minore tasso di incidenti sportivi, mi riferisco al gioco del volley,

-   terreno di gioco. L'interazione tra l'atleta e il terreno di gioco è stato studiato approfonditamente dalla biomeccanica con il duplice scopo di ottimizzare l'espressione del gesto sportivo e di ridurre l'incidenza di traumi. L'introduzione dei materiali sintetici, sempre più perfezionati, ha modificato sensibilmente la natura e l'incidenza dei traumi. Un esempio può essere l'introduzione dei campi in erba sintetica per il calcio. Da una parte questa nuva tecnologa ha permesso di avere superfici più regolari, più facili da mantenere integre e asciutte. Il terreno presenta meno irregolarità e il giocatore non si trova a dover modificare improvvisamente l'equilibrio durante il gioco. Inizialmente però, questi terreni modificati, hanno provocato non pochi traumi specie nella fase di addattamento al nuovo terreno da parte dello sportivo. Ma non sempre questi terreni sintetici hanno portato dei benefici nella pratica dello sport, specie nel gioco del tennis, della pallavolo, della pallacanestro, del calcetto, della pallamano, altro; sport dove i cambiamenti sono molto repentini. Un terreno rigido come un pavimento in cemento, linoleum, play-it, assorbe ben poco dell'energia scaricata in salti e spostamenti ripetuti e perciò favorisce microtraumi del piede, dell'arto inferiore in toto, della colonna vertebrale. Ben diverso è l'effetto di un parquet elastico; non solo, la superficie può essere più o meno sdrucciolevole, per le scivolate es. il tennis,

-   valutazione medica. Anche se la maggioranza delle persone che amano cimentarsi in uno sport possono godere di ottima salute, una valutazione delle condizioni fisiche da parte di un medico specialista, ò cosa saggia e opportuna. Mi riferisco a una valutazione che non deve durare 7 minuti compreso l'elettrocardiogramma da sforzo. Una anomalia all'apparato cardiovascolare, solitamente, comporta ad una "non idoneità" alla attività sportiva specie in campo agonistico. Ci sono situazioni spesso ignorate che possono comportare rischi anche elevati di danni gravi a seguito di traumatismi sportivi. Un esempio è la presenza di un solo rene o di un solo testicolo, che rende potenzialmente gravissimo un danno all'organo residuo, danno probabile specie negli sport di contatto. Per questo e peraltri motivi è fondamentale sottoporsi a una valutazione preventiva prima di intraprendere la pratica di qualunque sport. Non solo questi controlli andranno effettuati periodicamente, almeno una volta all'anno, meglio ancora se con tempi più ravvicinati,

-   traumi e infortuni precedenti non trattati idoneamente. L'interruzione di una qualsiasi attività sportiva, per l'atleta, è vissuta come una grande forma di disagio. Capita spesso di vedere sportivi che non rinunciano all'incontro anche se da poco usciti da un infortunio, e questo accade purtroppo non solo per volontà dell'atleta, anzi, il più delle volte accade per volontà della società o addirittura per insistenza da parte del o dei genitori. Purtroppo l'infortunio crea sempre un punto di "fragilità" nell'organismo e l'unico modo per ridurre il rischo di recidive è quello di curare in modo adeguato e completo il danno creatosi. Il segreto, per una buona guarigione, è un trattamento adeguato e molta pazienza,

-   mancato rispetto delle regole del gioco. Chi stabilisce e aggiorna periodicamente le regole del gioco (l'Organismi Federali, CONI) deve rispondere a parecchie dissonanti esigenze. Le esigenze televisive e di immagine - alimentate dal peso delle sponsorizzazioni - sono ultimamente quelle che prevalgono, ma che costringono gli atleti, e in questo caso fortunatamente parliamo solo di atleti professionisti solitamente ADULTI, a dei veri "tour de force", con calendari massacranti fin dalle categorie più basse. Anche la richiesta di maggiore spettacolarità delle competizioni ha influenze negative sulla regolamentazione di alcuni sport, perchè determina cambiamenti nello stile di gioco che richiedono maggiore potenza, velocità e rischio che portano le prestazioni psico-fisiche ai limiti estremi. Naturalmente accanto a queste istanze c'è sempre nella mente degli estensori l'esigenza di ridurre i fattori di rischio insiti nella pratica dello sport. Nasce forse dal forte contrasto fra queste diverse esigenze il mancato rispetto delle regole stabilite, in particolare di quelle più prudenziali. Qui entrano in gioco le figure dei commissari di gara e degli arbitri, figure importanti anche per il loro ruolo decisionale che può determinare in certi sport l'incidenza degli infortuni. L'esempio più eclatante è la boxe, ma in molti altri sport scelte più o meno sagge nella conduzione dell'incontro possono ridurre o aumentare i comportamenti fallosi; non ultimo il grande rischio del "doping".

LO SPORT E I SUOI ATTORI

Qui mi ricollego a quanto già anticipato nello stesso articolo. Come abbiamo visto attorno all'atleta, attore principale, ruotano costantemente altri personaggi il cui ruolo è determinante per la qualità della prestazione atletica, non solo, anche per quanto riguarda il suo stile di vita e di educazione. Prima di ogni altra figura i genitori specie se l'atleta è un minore. Il loro atteggiamento è fondamentale nel modellare il comportamento e l'umore dell'atleta e di tutto il suo team. In secondo luogo, e non apposta, il fisoterapista e il medico specialista, i quali hanno il compito di applicare le loro competenze con una particolare attenzione a valutare l'idoneità dell'atleta e le sue condizioni fisiche ancor prima di parlare di prevenzione primaria e secondaria delle patologie da sport, consigliando l'atleta sul giusto stile di vita da seguire per una pratica sportiva sana e soddisfacente. Il preparatore atletico e gli allenatori, in collaborazione con il fisioterapista e il medico specialista, daranno le loro indicazioni per il condizionamento fisico e lo sviluppo efficace del gesto atletico o addirittura, negli sport di squadra, dell'interazione di differenti individualità. Ma altrettanto decisivo è il loro ruolo motivazionale e quindi la loro capacità di sviluppare nell'atleta un particolare atteggiamento verso il suo sport. I dirigenti sportivi, in quanto amministratori di una società sportiva decidono l'utilizzo delle risorse economiche in base a priorità a volte complesse. Il consiglio che mi sento di dare è questo: meno sciarpe, borsoni, tute berettini, magliette e gacconi con loghi della società e degli sponsor, meglio se questi soldi andranna investiti per la "sicurezza". Ogniuno di questi "attori" può influenzare in modo positivo o negativo l'atleta, specie in età evolutiva. L'attore principale "l'atleta" quando assume un attegiamento e un comportamento corretto, diviene soggetto attivo anche nella prevenzione degli infortuni.

Cosa si può fare per ridurre i traumi sportivi, alcuni consigli,

per tutti:

-   quando pieghi le ginocchia, non piegarle oltre il 50%, circa 90°,

-   quando ti allunghi, non torcere le ginocchia, tieni i piedi più aderenti possibile al pavimento,

-   quando salti, atterra su ambedue le ginocchia, flettile per amortizzare il colpo,

-   fare esercizi di riscaldamento prima di un qualunque sport,

-   fare sempre esercizi di allungamento prima di giocare o di fare una attività sportiva,

-   non esagerare,

-   dati il tempo di defaticarti dopo ogni pratica sportiva compreso l'allenamento,

-   indossa indumenti adeguati al tuo fisico, specie le scarpe, stabili e che assorbino gli impatti,

-   usa le superfici di allenamento e partita più morbide che puoi, non correre su asfalto e cemento,

-   corri, possibilmente, su superfici piatte,

per gli adulti:

-   cerca di capire qual'è lo sport più adatto alle tue caratteristiche, non seguire l'amico, nel dubbio chiedi all'esperto,

-   non fare l'eroe del "fine settimana", non cercare di fare il lavoro di una settimana in un giorno-due, es. settimana bianca...,

-   utilizza le attrezzature di sicurezza, specie per sport stradali, su pista, altro,

-   impara a praticare bene il tuo sport, usa le modalità adatte a ridurre il rischio di lesioni da usura,

-   sii consapevole dei lmiti del tuo corpo,

-   incrementa gradualmente il tuo livello di attività,

-   cerca di lavorare su un programma complessivo di esercizi di allenamento cardiovascolare, della forza e della flessibilità,

per i genitori:

-   non consegnate Vostro figlio alla Società Sportiva pensando che sia compito loro di educarlo e farne un campione, è e rimane sempre Vostro figlio,

-   abbinate il ragazzo allo sport; non spingete troppo il ragazzo a praticare uno sport che non ama solo perchè lo praticate Voi, o magari perchè voi non avete avuto la possibilità di praticarlo, o peggio ancora, perchè quello sport potrebbe portare benefici economici a vostro figlio,

-   cercate società sportive certificate,

-   sottoponete vostro figlio a visita medica sportiva, esigete che il ragazzo venga visitato in Vostra presenza,

-   non fate giocare vostro figlio se infortunato o se non è completamente guarito, nel dubbio consultate uno specialista,

per gli allenatori:

-   ragruppare i ragazzi per livello di capacità e taglia corporea, non per età come si fà sempre, in particolare per gli sport di contatto,

-   cercate programmi di allenamento adeguati al fisico dell'atleta, meglio ancora se personalizzati,

-   pretendete i certificati medici sportivi di idoneità,

-   procurare un ambiente sicuro per quel tipo di attività sportiva,

-   SE UN GENITORE HA L'ASPETTATIVA CHE SUO FIGLIO DIVENTI UN CAMPIONE, INVIATELO AD ALTRA SOCIETA',

per i ragazzi:

-   mettersi nelle condizioni adatte a praticare lo sport,

-   pretendere che il genitore o chi per esso vi faccia visitare da un medico sportivo per l'idoneità,

-   rispettare le regole del gioco,

-   indossare indumenti idonei all'attività sportiva, se necessario, indumenti protettivi,

-   usare le attrezzature sportive in modo corretto, averne cura,

-   riscaldarsi sempre prima dell'attività sportiva,

-   defaticarsi sempre dopo l'attività sportiva,

-   EDUCAZIONE SEMPRE, con i compagni di squadra, con gli avversari, con tutto lo staff della società e con il pubblico.

 

Grazie di avermi letto a vostra disposizione per chiarimenti e consigli.